Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi e dolo eventuale. Avv. Francesco Cotrufo

GIURISPRUDENZA

La Suprema Corte di cassazione, con la sentenza n. 15500 del 9 aprile 2019, ha ribadito che ai fini del perfezionalmento del delitto di  cui all' articolo 3 d.lgs. n. 74 del 2000 (Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici), non è necessario che il soggetto attivo abbia necessariamente compiuto gli atti prodromici all'evasione delle imposte o che ne fosse a conoscenza nel momento preciso in cui essi sono stati compiuti o che abbia concorso a compierli, ma è necessario che, unitamente alle altre note di disvalore del fatto di reato, egli ne abbia la consapevolezza al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi, perché, essendo il diretto destinatario degli obblighi di legge, incombono sull'agente, prima che la dichiarazione sia presentata, i doveri di vigilanza e di controllo, il cui mancato espletamento può comportare la responsabilità penale, anche a titolo di dolo eventuale, per la semplice accettazione del rischio che dalla condotta possa derivare l'evasione delle imposte dirette o dell'Iva.

Avv. Francesco Cotrufo, avvocato e commercialista del foro di Bari

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