Avviso bonario: quando necessario. Avv. Francesco Cotrufo

GIURISPRUDENZA

 La Suprema Corte di cassazione, con la sentenza n. 15185 del 04 giugno 2019, ha ribadito che, iIn materia di riscossione, ai sensi dell'art. 36-bis d.P.R. n. 600 del 1973 e dell'art. 54-bis d.P.R. n. 633 del 1972, l'invio al contribuente della comunicazione di irregolarità, al fine di evitare la reiterazione di errori e di consentire la regolarizzazione degli aspetti formali, è dovuto solo ove dai controlli automatici emerga un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione ovvero un'imposta o una maggiore imposta.

L'art. 36-bis, comma 3, d.P.R. n. 600 del 1973, dunque, va interpretato nel senso che solo per il caso in cui il controllo automatico della dichiarazione riveli «un risultato diverso rispetto a quello indicato nella dichiarazione», ossia un errore del contribuente, v'è la necessità dell'avviso bonario, non anche per il diverso caso dell'omesso o tardivo versamento, nel quale il riscontro di irregolarità non investe «incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione», come appunto richiesto dall'art. 6, comma 5, Legge n. 212 del 2000, in quanto i dati contabili utilizzati dall'Amministrazione finanziaria si considerano a tutti gli effetti come dichiarati dal contribuente (art. 54-bis) o dal sostituto d'imposta (art. 36-bis, comma 4, e art. 54-bis), per cui risulterebbe del tutto inutile dare comunicazione al dichiarante su quanto dal medesimo allegato.

Avv. Francesco Cotrufo, avvocato e commercialista del foro di Bari

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