Frode fiscale per le fatture emesse dalla cartiera: prova del vantaggio economico incassato dal cliente. Avv. Francesco Cotrufo

 

Frode fiscale per le fatture emesse dalla cartiera: prova del vantaggio economico incassato dal cliente. Avv. Francesco Cotrufo

La Suprema Corte di cassazione, con la sentenza n.  7647 del 2 aprile 2020, ha accolto il ricorso di una società che si era vista notificare un avviso per il recupero della maggiore Iva per via di alcune fatture soggettivamente false in quanto emesse da una cartiera.

I Supremi Giudici ricordano che, in ossequio al principio generale secondo cui qualora l'amministrazione finanziaria contesti al contribuente l'indebita detrazione di fatture ai fini Iva e di imposte dirette, in quanto relative ad operazioni inesistenti, spetta all'ufficio fornire la prova che l'operazione commerciale, oggetto della fattura, non è mai stata posta in essere, ovvero non è stata posta in essere tra i soggetti indicati nella fattura, indicando gli elementi anche indiziari sul quali si fonda la contestazione anche in merito alla conoscenza ovvero alla conoscibilità della fittizietà delle operazioni da parte del cessionario/committente che richiede la detrazione, mentre è onere del contribuente dimostrare la fonte legittima della detrazione o del costo altrimenti indeducibili e la sua mancanza di consapevolezza di partecipare ad un'operazione fraudolenta, non essendo sufficiente la regolarità formale delle scritture o le evidenze contabili per pagamenti, in quanto si tratta di dati e circostanze facilmente falsicabili.

Avv. Francesco Cotrufo, avvocato e commercialista del foro di Bari

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