Sequestro preventivo nella forma per "equivalente", invece che in quella "diretta nei reati tributari

GIURISPRUDENZA

COTRUFO & Partners
Avvocati e Commercialisti

Sequestro preventivo nella forma per "equivalente", invece che in quella "diretta nei reati tributari

 

Secondo il costante insegnamento della giurisprudenza, in tema di reati tributari, il pubblico ministero è legittimato, sulla base del compendio indiziario emergente dagli atti processuali, a chiedere al giudice il sequestro preventivo nella forma per "equivalente", invece che in quella "diretta", all'esito di una valutazione allo Stato degli atti della capienza patrimoniale dell'ente che ha tratto vantaggio dalla commissione del reato (cfr., per tutte, Sez. 3, n. 35330 dei 21/06/2016, Nardelli, Rv. 267649-01, e Sez. 3, n. 41073 del 30/09/2015, Scognamiglio, Rv. 265028-01). Inoltre, le Sezioni Unite hanno precisato che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente può essere disposto anche quando l'impossibilità del reperimento dei beni, costituenti il profitto del reato, sia transitoria e reversibile, purché sussistente al momento della richiesta e dell'adozione della misura, non essendo necessaria la loro preventiva ricerca generalizzata (Sez. U, n. 10561 del 30/01/2014, Gubert, Rv. 258648-01).

 

Avv. Francesco Cotrufo, avvocato e commercialista del foro di Bari

 

 

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