Indagato con delega incondizionata ad operare sul conto corrente intestato alla madre. Legittimo il sequestro.

GIURISPRUDENZA

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Indagato con delega incondizionata ad operare sul conto corrente intestato alla madre. Legittimo il sequestro.

La Suprema Corte di cassazione, con la sentenza n.13833 del 14 aprile 2021, respingendo il ricorso della madre di un indagato per omesso versamento Iva contro l'ordinanza del riesame, ha statutio che la delega dell'indagato a operare incondizionatamente sul conto corrente intestato al familiare legittima il sequestro preventivo sulle somme depositate.

In particolare, nel caso di specie, la ricorrente, che si opponeva al sequestro preventivo del denaro depositato sul suo conto corrente, contestava la decisione del tribunale per aver ritenuto sufficiente la delega a operare del figlio indagato, sebbene la documentazione fornita dalla difesa da cui si ricavava che le somme erano il frutto dei risparmi di una vita e dell'eredità del marito.

Nel rigettare il ricorso dell’indagato, gli Ermellini ribadiscono che la titolarità di una delega a operare incondizionatamente su un conto corrente bancario intestato ad altri configura l'ipotesi di disponibilità richiesta dall'articolo 12 bis Dlgs. n. 74/00 ai fini dell'ammissibilità del sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente (cfr. Cass. 13130/2020).

L'esistenza di una delega a operare su un conto corrente bancario, di cui non sono stati indicati nei limiti, né lo scopo, attribuisce senza dubbio al delegato la disponibilità delle somme su tale conto, posto che ha, comunque, «la possibilità di apprenderle e disporne, salvi gli obblighi di restituzione e rendiconto nei confronti del titolare del conto, che, però, non rilevano in questa sede (cfr. Cass. 23046/2020).



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