Sproporzione tra ricchezza accumulata e redditi dichiarati non legittima il sequestro

GIURISPRUDENZA

COTRUFO & PARTNERS  

Avvocati e Commercialisti

 

Sproporzione tra ricchezza accumulata e redditi dichiarati non legittima il sequestro

La Suprema Corte di cassazione, con la  sentenza n. 20990 del 27 maggio 2021, ha statuito che la sola prassi dei ricavi in nero e la sproporzione tra la ricchezza accumulata dagli imputati, comprendente immobili, elevata liquidità, numerosi e costosi beni di lusso, autoveicoli di elevato valore, e i redditi dichiarati non  è sufficiente a far scattare il sequestro sui beni dell’imprenditore, in relazione al reato di dichiarazione infedele di cui all’art. 4 del d.lgs. 74/2000. In estrema sintesi, una prassi imprenditoriale combinata a un tenore di vita più elevato di quanto dichiarato non sono, da soli, elementi validi a far scattare la misura che dev’essere suffragata da maggiori certezze.

 

Avv. Francesco Cotrufo, avvocato e commercialista del foro di Bari

 

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