Notifica a mezzo pec effettuata a cura dell’avvocato: adempimenti necessari se non va a buon fine.

GIURISPRUDENZA

 

COTRUFO & PARTNERS  

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Notifica a mezzo pec effettuata a cura dell’avvocato: adempimenti necessari se non va a buon fine.

Il ricorso di primo grado e/o l’impugnazione risulteranno inammissibili se, operata la notifica a mezzo pec, essa non vada a buon fine e non sia stato tempestivamente ripreso il processo notificatorio.

Questo, nella sostanza, il contenuto dell’ordinanza n. 14446, depositata dalla Corte di cassazione il 26.05.2021 in cui è chiarito che laddove il legale notifichi a mezzo pec e riceva l’avviso di mancata consegna in quanto il messaggio è stato rifiutato dal sistema perché la casella di posta è inibita alla ricezione per fatto imputabile al titolare dell’indirizzo pec, deve trovare applicazione il seguente principio: «in caso di notifica di atti processuali non andata a buon fine per ragioni non imputabili al notificante, questi, appreso dell’esito negativo, per conservare gli effetti giuridici collegati alla richiesta originaria, deve riattivare il processo notificatorio con immediatezza e svolgere con tempestività gli atti necessari al suo completamento, ossia senza superare il limite di tempo pari alla metà dei termini indicati dall’art. 325 c.p.c., salvo circostanze eccezionali di cui sia stata data prova rigorosa».

Nel caso in cui, infatti, la notifica telematica operata dall’avvocato non si perfezioni a causa del malfunzionamento della casella pec del destinatario, non trova applicazione la disciplina di cui all’art. 16, co. 6, ult. parte del D. L. n. 179/2012, ossia, la possibilità di depositare l’atto da notificare in cancelleria, perché la notifica trasmessa a mezzo pec dal difensore si perfeziona unicamente al momento della generazione della ricevuta di avvenuta consegna (RAC). (Cass. n. 29851/2019)

Avv. Iris Maria Ruggeri - Cassazionista del foro di Catania -

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