Una recente e importante sentenza della Corte di Cassazione (Sez. Tributaria, n. 10889 del 24 aprile 2025) ha riaffermato un principio fondamentale per chi gestisce una società: le sanzioni fiscali non possono essere addebitate direttamente all’amministratore di fatto senza una motivazione precisa nell’avviso di accertamento.
Cosa ha stabilito la Cassazione?
Nel caso esaminato, l’Agenzia delle Entrate aveva attribuito al soggetto ricorrente – amministratore di fatto di una società – delle violazioni tributarie, pretendendo che fosse lui a pagarne le sanzioni. Tuttavia, nel documento notificato (l’avviso di accertamento), non veniva spiegato perché le sanzioni venivano contestate personalmente all’amministratore e non alla società, come prevede la regola generale stabilita dall’art. 7 del D.L. n. 269/2003.
Secondo questa norma, infatti, solo la società – in quanto persona giuridica – può essere destinataria delle sanzioni fiscali, salvo casi eccezionali.
La Corte ha chiarito che non basta affermare genericamente che l’amministratore “di fatto” ha tratto vantaggio personale dall’attività sociale o che ha usato la società come “schermo” per fini illeciti. Per imputare a lui le sanzioni, bisogna:
- dimostrare concretamente che la società era solo una facciata (una cosiddetta “cartiera”),
- motivare chiaramente nell’avviso i motivi per cui si deroga alla norma generale e si colpisce direttamente la persona fisica.
Nel caso in questione, invece, l’Amministrazione aveva semplicemente attribuito all’amministratore le violazioni, senza fare alcun riferimento né all’eccezione giurisprudenziale né all’articolo 7.
Perché è importante?
Perché il principio di legalità e il diritto alla difesa impongono che ogni contestazione sia chiara, motivata e fondata su fatti specifici. Se l’Amministrazione vuole derogare alla regola e “saltare” la società per colpire l’amministratore, deve dirlo, deve spiegarlo, e deve provarlo.
La Corte ha quindi annullato l’atto, accogliendo il ricorso del contribuente.
In conclusione
Questo caso dimostra quanto sia fondamentale esaminare attentamente ogni avviso di accertamento e verificare se sia stato redatto in modo legittimo e completo. Le sanzioni fiscali non possono essere irrogate in modo sommario, soprattutto quando si intende colpire direttamente le persone fisiche che agiscono per conto di una società.
Perché affidarsi a uno Studio Legale Competente?
Perché, in situazioni come queste:
- bisogna conoscere a fondo la normativa e le sue eccezioni,
- saper leggere tra le righe degli atti notificati dall’Agenzia,
- ed essere in grado di difendere efficacemente i propri diritti in sede contenziosa.
Solo un professionista esperto in diritto tributario può riconoscere vizi formali e sostanziali, impugnare l’atto nei termini previsti e ottenere risultati concreti, come l’annullamento delle sanzioni.

