NewsResidenza all’estero e competenza dell’Agenzia delle Entrate: cosa ha stabilito la Cassazione

05/03/2026
Cittadini italiani residenti all’estero: quale ufficio dell’Agenzia delle Entrate può effettuare accertamenti fiscali nei loro confronti? Una recente pronuncia della Corte di Cassazione – Ordinanza n. 11733  – ha fatto chiarezza su un punto fondamentale per tutti coloro che vivono fuori dai confini nazionali ma continuano ad avere legami economici o patrimoniali con l’Italia.
Quando l’Agenzia delle Entrate emette un avviso di accertamento, deve farlo attraverso l’ufficio territorialmente competente. Ma quale ufficio è competente quando il contribuente è un italiano residente all’estero?

La risposta dipende da un aspetto crucialela residenza fiscale effettiva.

 

Residenti in Italia: si guarda al domicilio fiscale

Se il contribuente risulta residente in Italia – o se l’Amministrazione riesce a dimostrare che è fiscalmente residente in Italia anche se ha dichiarato di vivere all’estero – allora:

  • si applica il principio della “tassazione mondiale” (cioè l’Italia tassa tutti i redditi ovunque prodotti);
  • la competenza spetta all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate in base al domicilio fiscale del contribuente.

 

Residenti all’estero: si guarda al luogo del reddito

Se invece il contribuente è residente all’estero e l’Agenzia delle Entrate non contesta questa residenza, si applica un criterio diverso:

  • si applica il principio della “tassazione per fonte”: l’Italia tassa solo i redditi prodotti nel territorio nazionale;
  • la competenza spetta all’Ufficio del luogo dove il reddito è stato prodotto;
  • se i redditi sono prodotti in più luoghi, sarà competente l’Ufficio dove è stato prodotto il reddito maggiore (art. 58, comma 2, DPR 600/1973).

 

Il caso dei Paesi a fiscalità privilegiata

Cosa accade se il contribuente si è trasferito in un Paese considerato “paradiso fiscale”?

In base all’art. 2, comma 2-bis del TUIR, in questi casi si applica una presunzione legale di residenza in Italia. Ma attenzione: questa non è sufficiente, da sola, per decidere quale ufficio è competente.

La Cassazione ha chiarito che:

  • questa presunzione serve solo per invertire l’onere della prova se l’Agenzia contesta la residenza all’estero;
  • se l’Ufficio non contesta nullanon può automaticamente attribuirsi la competenza, nemmeno se il contribuente ha mantenuto un domicilio eletto in Italia;
  • la competenza territoriale resta sempre legata al luogo di produzione del reddito.

 

In parole semplici

Se vivi all’estero, l’Agenzia delle Entrate può accertare solo i redditi che produci in Italia. Ma non può farlo da qualsiasi ufficio, bensì solo da quello dove quel reddito è stato prodotto.

Qualora riceviate un accertamento da un ufficio che non è territorialmente competente, potrebbe trattarsi di un vizio procedurale rilevante, da far valere tempestivamente con l’assistenza di un professionista.

 

Perché è fondamentale farsi assistere da uno studio esperto

Queste situazioni sono estremamente delicate e tecniche, e possono fare la differenza tra il dover versare imposte elevate o ottenere l’annullamento dell’atto impositivo.

 

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